Negli ultimi anni il mercato elettrico europeo è stato caratterizzato da una forte volatilità dei prezzi, influenzata dall’andamento del gas naturale e dalle tensioni geopolitiche internazionali. In questo contesto, strumenti come Energy Release 2.0 stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel fornire alle imprese maggiore stabilità nella gestione dei costi energetici.
Il meccanismo, gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), consente alle imprese energivore di accedere a energia elettrica prodotta da nuovi impianti rinnovabili a condizioni economiche più prevedibili rispetto al mercato all’ingrosso.

Il contesto energetico nel 2026

Secondo i dati pubblicati da Terna, la capacità installata da fonti rinnovabili in Italia ha superato gli 84 GW nel 2026, segnalando una crescita significativa della produzione da solare ed eolico negli ultimi anni. Allo stesso tempo, il mercato elettrico continua a registrare una certa volatilità: nel primo trimestre del 2026 il Prezzo Unico Nazionale (PUN) si è collocato mediamente tra 85 e 110 €/MWh, riflettendo sia l’andamento del mercato del gas sia la crescente variabilità della produzione rinnovabile nel sistema elettrico europeo.

Questa evoluzione sta modificando progressivamente il modo in cui le imprese affrontano il tema dell’approvvigionamento energetico. In un contesto caratterizzato da prezzi più variabili e da una maggiore presenza di energia rinnovabile nel mix elettrico, strumenti come Energy Release stanno emergendo come una possibile soluzione per stabilizzare i costi energetici nel lungo periodo.

Abbiamo analizzato più nel dettaglio come stanno cambiando i costi dell’energia per le imprese italiane nel 2026 nell’approfondimento dedicato alla relazione tra transizione energetica e competitività industriale.

Cos’è l’Energy Release e come funziona

L’Energy Release è un meccanismo che consente alle imprese energivore di accedere a energia rinnovabile a prezzo stabilizzato per un periodo di lungo termine.

Il principio alla base del sistema è relativamente semplice: lo Stato mette a disposizione delle imprese una quota di energia prodotta da nuovi impianti rinnovabili, mentre le aziende beneficiarie si impegnano a contribuire allo sviluppo di nuova capacità energetica.

Questo modello permette di:

  • ridurre l’esposizione delle imprese alla volatilità del mercato elettrico
  • favorire la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili
  • rafforzare il legame tra sistema industriale e transizione energetica.

I vantaggi per le imprese industriali

Dal punto di vista economico e industriale, il meccanismo offre tre principali benefici.

Maggiore prevedibilità dei costi

L’accesso a energia a prezzo stabilizzato consente alle imprese di pianificare con maggiore precisione i costi energetici nel medio-lungo periodo, riducendo l’incertezza associata alle oscillazioni del mercato.

Prezzo allineato al costo delle rinnovabili

Nel contesto del 2026, il prezzo dell’energia nell’Energy Release tende a collocarsi intorno ai 70–75 €/MWh, generalmente inferiore al prezzo medio del mercato elettrico.

Benefici ESG e competitività internazionale

La partecipazione a meccanismi di supporto allo sviluppo delle rinnovabili contribuisce al miglioramento del profilo ESG delle imprese, elemento sempre più rilevante nei rapporti con investitori e clienti internazionali.

Requisiti di accesso nel 2026

Il meccanismo è destinato principalmente alle imprese classificate come energivore, incluse negli elenchi gestiti dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).

Tra i principali requisiti previsti: iscrizione all’elenco delle imprese energivore; impegno alla realizzazione o al finanziamento di nuova capacità rinnovabile entro circa 40 mesi e disponibilità di consumi energetici adeguati.

Il ruolo dei consorzi per le PMI

Per molte piccole e medie imprese la principale barriera di accesso è rappresentata dai volumi minimi richiesti dal meccanismo.

Una soluzione sempre più diffusa consiste nell’aggregazione tra imprese attraverso consorzi energetici o gruppi di acquisto. Questo modello consente di unire i consumi di più aziende e presentarsi al mercato come un unico soggetto con maggiore capacità contrattuale.

L’aggregazione permette alle PMI di accedere a strumenti energetici normalmente riservati ai grandi consumatori, migliorando il proprio potere negoziale nel mercato dell’energia e condividendo competenze tecniche e legali nella gestione dei contratti energetici

Energy Release come strumento di gestione del rischio energetico

Nel contesto energetico attuale, l’energia sta assumendo sempre più il ruolo di fattore produttivo strategico per il sistema industriale.

Per molte imprese, l’Energy Release non rappresenta semplicemente una forma di riduzione del costo dell’energia, ma uno strumento di gestione del rischio nel lungo periodo.

In un contesto in cui il costo del carbonio e le dinamiche regolatorie stanno rendendo il prezzo dell’energia sempre più strutturalmente esposto a volatilità, strumenti come l’Energy Release assumono un ruolo centrale nella gestione del rischio.