La crescita del fotovoltaico sta modificando il mercato elettrico italiano. Nelle ore di maggiore produzione solare, l’aumento dell’offerta può comprimere i prezzi fino ad azzerarli, riducendo il capture price degli impianti: il prezzo effettivamente ottenuto per l’energia nel momento in cui viene prodotta e immessa in rete.

A maggio 2025, il 58% dell’energia scambiata sul Mercato del Giorno Prima è stata offerta a prezzo zero e il 7,8% a prezzi negativi. Un fenomeno non più limitato alle aree del Sud con maggiore penetrazione rinnovabile, ma sempre più esteso anche al Nord.

Per gli operatori utility scale, la conseguenza è diretta: produrre più energia non garantisce ricavi proporzionalmente maggiori. Il punto non è più solo quanto produce un impianto, ma quale valore riesce effettivamente a catturare.

Più fotovoltaico, maggiore pressione sui prezzi

Gli impianti fotovoltaici concentrano la produzione nelle stesse ore della giornata. Quando l’offerta cresce più rapidamente della domanda, il prezzo dell’energia scende.

È il cosiddetto effetto di cannibalizzazione: l’aumento della capacità fotovoltaica può ridurre il valore dell’energia proprio nelle ore di massima produzione.

Per questo il prezzo medio di mercato non è più sufficiente per valutare la redditività di un impianto. Diventa sempre più importante il capture price, cioè il prezzo effettivamente ottenuto nelle ore in cui l’impianto immette energia in rete.

Un progetto può rispettare le previsioni di producibilità e generare comunque ricavi inferiori alle attese se una quota crescente della produzione coincide con ore a basso valore.

Il rischio è vendere nelle ore sbagliate

La crescita delle ore a prezzo zero rende più esposti i modelli basati esclusivamente sulla vendita dell’energia al momento della produzione.

Non significa che ogni ora a prezzo nullo comprometta la redditività di un impianto. Significa che il profilo temporale dei ricavi assume un peso crescente nel business case.

La domanda, quindi, non è più soltanto quanta energia produrrà un impianto.

È quanto varrà quell’energia quando verrà immessa in rete.

I BESS diventano uno strumento di gestione dei ricavi

I sistemi di accumulo permettono di separare il momento della produzione da quello dell’immissione in rete.

L’energia può essere accumulata nelle ore di maggiore produzione e minore valore e resa disponibile quando la domanda e i prezzi aumentano. Per un impianto utility scale, questo può ridurre l’esposizione alle ore a prezzo zero e migliorare il valore catturato dalla produzione.

Lo storage, quindi, non risponde più soltanto a un’esigenza di stabilità del sistema elettrico. Entra direttamente nella strategia economica del progetto.

Il risultato dipende però dalla configurazione scelta. Dimensionamento, strategia di dispatch, connessione e modello di ricavo devono essere valutati insieme. Un BESS crea valore solo se è progettato sulle caratteristiche specifiche dell’impianto e del mercato.

Anche i PPA diventano strumenti di protezione

La maggiore volatilità aumenta anche il ruolo dei Power Purchase Agreement.

Un PPA può ridurre l’esposizione al mercato spot e aumentare la prevedibilità dei flussi di cassa. Ma durata, profilo di consegna, indicizzazione, garanzie e ripartizione dei rischi incidono direttamente sull’efficacia del contratto.

BESS e PPA intervengono su due aspetti diversi dello stesso problema.

Lo storage aumenta la flessibilità fisica dell’impianto. Il PPA riduce l’esposizione economica alla volatilità dei prezzi.

Nei nuovi progetti utility scale, possono quindi essere valutati come strumenti complementari di protezione dei ricavi.

Il business case del fotovoltaico sta cambiando

La crescita delle rinnovabili non mette in discussione il valore del fotovoltaico. Cambia però il modo in cui quel valore deve essere costruito e difeso.

Producibilità, CAPEX e prezzo medio atteso restano variabili fondamentali, ma non bastano più. Diventano centrali anche il profilo orario della produzione, il capture price, la flessibilità e la strategia di vendita dell’energia.

In questo scenario, BESS e PPA non sono più soltanto strumenti per ottimizzare un business case.

Stanno diventando strumenti per proteggerlo.