Nell’era della transizione energetica, il fotovoltaico galleggiante si sta affermando come una delle soluzioni più innovative e promettenti per la produzione di energia pulita. Questa tecnologia, che prevede l’installazione di pannelli solari su specchi d’acqua come laghi, bacini artificiali, invasi di dighe e persino in mare aperto, rappresenta una risposta concreta a due delle principali sfide del nostro tempo: la necessità di aumentare la produzione di energia rinnovabile e quella di preservare il territorio dall’eccessivo consumo di suolo.
Come funziona esattamente il fotovoltaico galleggiante?
Il principio di base è identico a quello del fotovoltaico tradizionale: i moduli fotovoltaici catturano l’energia solare e la trasformano in energia elettrica grazie all’effetto fotoelettrico. La vera innovazione sta nel sistema di installazione. I pannelli vengono montati su speciali strutture galleggianti, solitamente realizzate in polietilene ad alta densità o altri materiali resistenti alla corrosione. Queste piattaforme vengono ancorate al fondale mediante cavi d’acciaio o sistemi di zavorra, garantendo stabilità anche in condizioni meteorologiche avverse.
L’energia prodotta viene poi convogliata attraverso cavi subacquei appositamente isolati verso un inverter centrale, che la trasforma in corrente alternata pronta per essere immessa in rete o utilizzata localmente. In molti casi, soprattutto per impianti di piccole dimensioni, l’energia può essere accumulata in batterie per un uso differito.
I molteplici vantaggi del fotovoltaico galleggiante
Uno dei principali punti di forza di questa tecnologia è il cosiddetto “effetto raffreddamento“. L’acqua sottostante i pannelli agisce come un naturale sistema di termoregolazione, mantenendo i moduli a una temperatura ottimale.
Questo è particolarmente importante perché, come noto, l’efficienza dei pannelli fotovoltaici diminuisce all’aumentare della temperatura. Studi dimostrano che il raffreddamento naturale offerto dall’acqua può aumentare l’efficienza energetica fino al 10-15% rispetto a un impianto tradizionale a terra.
Un altro beneficio significativo è la riduzione dell’evaporazione dai bacini idrici. I pannelli, ombreggiando parzialmente la superficie dell’acqua, possono diminuire l’evaporazione fino all’80%, un fattore cruciale soprattutto in regioni soggette a siccità o in bacini dedicati all’irrigazione agricola. In paesi come l’India o in regioni aride come la California, questo aspetto sta spingendo molte utility a considerare seriamente questa tecnologia.
Dal punto di vista territoriale, il fotovoltaico galleggiante offre il vantaggio di non consumare suolo utile, evitando così il conflitto con le attività agricole o la conservazione degli ecosistemi naturali. Questo lo rende particolarmente adatto a paesi densamente popolati o con limitata disponibilità di terreni, come il Giappone o molti stati europei.
Impatto ambientale e benefici per gli ecosistemi acquatici
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, numerosi studi stanno dimostrando che il fotovoltaico galleggiante può avere effetti positivi sugli ecosistemi acquatici. Le strutture galleggianti creano nuovi microhabitat per la fauna, mentre l’ombreggiamento parziale può limitare la proliferazione eccessiva di alghe, migliorando la qualità dell’acqua. In alcuni casi, si è osservato un aumento della biodiversità ittica sotto gli impianti.
Particolarmente interessante è l’applicazione del fotovoltaico galleggiante sui bacini idroelettrici. In questo caso, la tecnologia permette di sfruttare sinergicamente le infrastrutture esistenti (linee elettriche, trasformatori) e di compensare la ridotta produzione idroelettrica nei periodi di siccità, creando veri e propri impianti ibridi ad alta efficienza.
Le sfide tecnologiche e ambientali
Nonostante i numerosi vantaggi, il fotovoltaico galleggiante deve affrontare diverse sfide. La principale riguarda la durabilità dei materiali in ambiente acquatico. L’esposizione costante all’umidità, alle onde e, nel caso di installazioni marine, alla salinità, richiede materiali particolarmente resistenti e costosi. Le aziende stanno sviluppando nuove soluzioni, come galleggianti in materiali compositi rinforzati o sistemi di protezione anticorrosione avanzati.
Un’altra sfida è rappresentata dalle condizioni meteorologiche estreme. Tempeste, onde alte e forti venti possono mettere a dura prova la stabilità degli impianti, specialmente in mare aperto. Per questo motivo, la maggior parte delle installazioni attuali si concentra su bacini protetti, mentre i progetti offshore sono ancora in fase sperimentale.
Dal punto di vista normativo, molti paesi stanno ancora sviluppando regolamenti specifici per questa tecnologia, che spesso non rientra pienamente né nella normativa sul fotovoltaico tradizionale né in quella sulle installazioni marine.
Lo stato dell’arte in Italia
L’Italia, con i suoi numerosi bacini idrici e un’insolazione particolarmente favorevole, rappresenta un terreno ideale per lo sviluppo del fotovoltaico galleggiante. Tra i progetti più significativi spicca l’impianto di Bubano, in provincia di Bologna, uno dei primi realizzati nel nostro paese. Con una potenza di circa 500 kW, questo impianto pionieristico ha dimostrato la fattibilità della tecnologia nel contesto italiano.
In Piemonte, l’impianto di Crescentino, con i suoi 5,87 MW di potenza installata su 30.000 m² di superficie acquatica, rappresenta attualmente il più grande progetto realizzato in Italia. Particolarmente interessante è l’impianto sperimentale nel bacino idroelettrico di Dampone, in Trentino, che integra fotovoltaico galleggiante con la produzione idroelettrica tradizionale.
La Sardegna e la Puglia stanno esplorando progetti innovativi, alcuni dei quali prevedono l’installazione in ambiente marino. Questi impianti pilota sono particolarmente importanti per testare la resistenza della tecnologia alle condizioni più impegnative del mare Mediterraneo.
Prospettive future e potenziale di sviluppo
Secondo le stime più recenti, il fotovoltaico galleggiante potrebbe coprire una parte significativa del fabbisogno energetico italiano. Considerando solo l’1% della superficie dei bacini artificiali nazionali, si potrebbero installare diversi GW di potenza, sufficienti ad alimentare centinaia di migliaia di famiglie.
Il Testo Unico sulle Rinnovabili ha recentemente incluso il fotovoltaico galleggiante tra le tecnologie prioritarie per il raggiungimento degli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) al 2030. Questo riconoscimento istituzionale, unito alla crescente attenzione degli investitori, sta creando le condizioni per uno sviluppo accelerato del settore nei prossimi anni.


