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Realtà virtuale immersiva nel BIM

Realtà virtuale immersiva nel BIM

Definita la quarta ondata di crescita tecnologica – dopo personal computer, internet e smart device – la realtà virtuale si accinge ad entrare in molte discipline, inclusa la progettazione architettonica. Scopriamo insieme quali sono le potenzialità della VR associata a modelli parametrici BIM.

Mutuata dal settore Gaming, la realtà virtuale immersiva ha trovato ampio spazio nel settore AEC. Oggi questa tecnologia, anche in conseguenza allo sviluppo di prodotti di mercato data-centrici, ha subito un’evoluzione notevole, che la rende capace di interfacciarsi direttamente con prodotti del settore BIM.

Cosa vuol dire, in concreto?

Non parliamo di semplice “navigazione” all’interno di spazi tridimensionali: la VR applicata al BIM permette la completa lettura delle informazioni racchiuse nelle geometrie modellate, con la possibilità di “interrogare”  gli oggetti all’interno di un ambiente renderizzato fotorealistico.

Progettare immersi nel mondo che si sta costruendo, osservare la qualità del prodotto ancor prima della realizzazione, modificare, con un semplice gesto, piante, modelli 3D, dettagli parametrici: idee relegate per anni all’immaginario fantascientifico, sono oggi una realtà. 

Nei prossimi paragrafi vi forniremo una panoramica sulle applicazioni VR più interessanti per il settore.

L’importanza di “vendere” il proprio progetto.

I progettisti ben conoscono la frustrazione di un committente privo di fantasia.

Vendere il proprio progetto, farne comprendere appieno potenzialità e caratteristiche tecniche è uno dei momenti più delicati dell’intero processo. Ad oggi una delle soluzioni più comuni per la presentazione è quella di impiegare tempo (parecchio!) e risorse nella creazione di render fotorealistici, con risultati alterni, soprattutto in presenza di progetti massivi e deadline impellenti.

Una soluzione totalmente nuova arriva dal mondo BIM, che consente di condividere con il cliente l’intero modello 3D renderizzato. 

I software di progettazione architettonica BIM più evoluti, infatti, permettono di “salvare” su cloud una particolare visita del modello parametrico su cui si sta operando e condividere il link di accesso al modello 3D, da esplorare in realtà virtuale. Clienti, tecnici e progettisti, indossando dei comunissimi occhiali VR, potranno “immergersi” nel progetto, comprendendo in maniera intuitiva proporzioni, dimensioni, scelte di design. 

In un mondo sempre più orientato alla comunicazione visiva, questa applicazione rappresenta una piccola rivoluzione, capace di migliorare enormemente l’esperienza del committente senza drenare energie e risorse dello studio di progettazione. 

Un modello collaborativo per modifiche istantanee.

Il modello BIM, in quanto interattivo e dinamico, può essere modificato in real time durante la navigazione, permettendo elaborazioni complesse e istantanee anche da remoto.

Le applicazioni sono disparate. Partiamo da quelle di natura prettamente tecnica: gli stakeholder coinvolti potranno offrire spunti volti a migliorare aspetti specifici del progetto, osservando le modifiche in tempo reale in modalità immersiva. Lo stesso processo potrà essere applicato nel rapporto con il cliente, che visualizzerà diverse soluzioni di arredo, o definirà, in diretta, piccoli dettagli di finitura.

Sicurezza in cantiere

L’impianto tecnologico costituito da modello BIM e visore VR trova applicazione anche in tema di sicurezza: attraverso questa tecnologia, infatti, potremo ottenere una riproduzione fedele del cantiere, esplorabile in realtà aumentata. L’osservazione immersiva faciliterà il lavoro del responsabile sicurezza, che potrà simulare tutte le attività operative e intervenire sulle situazioni di pericolo, modificando il modello in tempo reale.

Non meno importante, sempre in tema sicurezza, la possibilità di simulare diversi scenari di rischio a scopo formativo.

La formazione virtuale dei propri dipendenti, sempre più diffusa tra le imprese di costruzioni, permette a tecnici e operai di familiarizzare preventivamente con aree e situazioni particolarmente pericolose, al pari di un chirurgo che ripete i passaggi più delicati di un intervento. Questi incontri immersivi, incredibilmente più efficaci di una lezione standard, stimolano attenzione e domande, migliorano la comunicazione interna e riducono notevolmente l’incidenza di danni e infortuni in fase esecutiva.

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